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Nel 1944, quando la sezione AVIS non esiste ancora, e le associazioni dei volontari del sangue cominciano timidamente a nascere qua e là nel nostro paese, c'è a Carpi un piccolo gruppo di donatori occasionali, costituito da Mario Caffarra, Capo dei Vigili Urbani, dai due figli Giuseppe e Attilio, da Aldo Vandelli e dalla figlia Vauda. Sono veramente dei pionieri e, come eroi grandi e modesti, sono sempre pronti all'emergenza e a donare il loro sangue a chi ne ha bisogno, grazie anche al fatto che appartengono tutti e cinque al gruppo "zero".

Le donazioni richieste dal dott. Lancellotti e dal dott. Tosatti, chirurghi presso il nostro ospedale, sono fatte con procedura d'urgenza, specie per i feriti per cause belliche; i donatori vengono chiamati negli orari più diversi, difficilmente riescono a presentarsi a digiuno e non c'è quasi mai il tempo per particolari visite o esami prima dei prelievi. Ma tutto questo non ha molta importanza. Sono tempi difficili e precari, in cui la necessità di trasfondere un ammalato si presenta circa una volta al mese. Il donatore riceve una razione supplementare di viveri, cosa preziosa in un'epoca in cui il cibo è tesserato, mentre i giovani di leva possono usufruire di qualche giorno di licenza.

Finita la guerra, negli anni dal 1945 al 1953, altri medici oltre al dott. Tosatti, cominciano ad operare all'Ospedale di Carpi e ad occuparsi di trasfusioni. In caso di urgente necessità di sangue, ricorrono alla preziosa e generosa collaborazione dei donatori, chiedendo loro anche due donazioni al mese.

Il piccolo gruppo dei pionieri comincia a fare proseliti e ad allargarsi: contagiati dal loro entusiasmo e colpiti dalla generosità e nobiltà che l'atto della donazione riveste, nuovi volontari si uniscono al nucleo originario. Sono Danilo Setti, Mario Bassoli, Nando Pantaleoni, Domenico Orlandi, Fernando Galloni, Severino Andreoli, Walter Manzini, Numa Meschieri, Luciano Bandieri, Alfredo Borghi, Luigi Gibertoni, Alberto Biagini, Amos Contrasti e Sigifredo Gualdi. Si giunge così alla costituzione della prima sezione volontari di sangue di Carpi, intitolata a Danilo Setti, prematuramente scomparso alcune settimane prima della stesura del documento costitutivo. L'atto notarile, che sancisce questo storico evento, viene redatto il 10 novembre 1953 dal Notaio Ludovico Bassi.

Viene eletto presidente il dott. Silingardi; il dott. Caffarra è vice presidente e Orlandi è amministratore. Il Consiglio comprende in tutto dodici componenti. L'appoggio e il sostegno, offerti sempre più costantemente dalle autorità comunali e dalle strutture sanitarie locali e provinciali, testimoniano il valore e la stima che l'associazione sa conquistarsi. Dall'anno della fondazione si sono succeduti all'Avis sei mandati presidenziali, di diversa durata e con differenti realizzazioni.

L'organigramma attuale dell'Avis prevede: il presidente, due vicepresidenti, un segretario, un tesoriere, un direttore sanitario e alcuni consiglieri con responsabilità specifiche, quali ad esempio i rapporti con la scuola, i giovani, il volontariato, l'area sanitaria.

La presidenza del dott. Silingardi (1953-1969) si distingue per la sua connotazione tecnico-sanitaria puntando sulla necessità di tutelare la salute del donatore e di fornire al ricevente la massima garanzia dal punto di vista della sicurezza. L'Avis accoglie con grande favore la Legge 592, in base alla quale, a partire dal 1969, lo screening dei donatori di sangue per l'antigene HbsAg diventa routinario e riduce drasticamente l'incidenza dell'epatite B post-trasfusionale. Iniziano le premiazioni dei donatori, durante le cene sociali, e la distribuzione di borse di studio a figli di avisini. Il coinvolgimento delle autorità locali in queste cerimonie testimonia il senso di apprezzamento e la considerazione dell'opinione pubblica per il movimento del volontariato.

Con la presidenza del Cav. Bruno Bellesia (1970-1975), grazie ad una buona propaganda, il numero dei donatori cresce vertiginosamente. L'aumento del lavoro, tuttavia, che va di pari passo con il notevole incremento dei donatori, suggerisce la necessità di assumere un impiegato di segreteria a pieno titolo, nella persona di Fernando Galloni, medaglia d'oro e grande sostenitore dell'associazione.

Si intensifica il coordinamento con l'Ospedale e arrivano anche le prime nomine a Cavaliere per meriti avisini, con grande orgoglio di tutta l'associazione. Gli succede, nel 1975, il vicepresidente Giorgio Contini (1975-1980). La guida del presidente Contini si dimostra solida e sicura. Ne è testimonianza il gemellaggio con l'AFDS di Cavasso Nuovo, città friulana distrutta dal terremoto del 1976. I volontari carpigiani portano un aiuto materiale e morale con la loro presenza, e creano i presupposti per uno stretto legame d'amicizia, vivo ancor’oggi, sfociato nel gemellaggio del 1978 e nella intitolazione di una strada di Cavasso alla "Città di Carpi". Nascono i gruppi aziendali.
Sotto la presidenza del dott. Sanzio Greco (1981-1995), l’Avis, ormai emancipata dagli impacci iniziali e sostenuta dalle leggi, che prendono atto del valore del volontariato, ben organizzata ed efficiente, punta a risultati sempre migliori e più gratificanti.

Si instaura una stretta collaborazione con le strutture comunali e sanitarie provinciali e, grazie alla Convenzione Avis - U.S.L. 14, viene costituito il Comitato Paritetico di Cogestione dei servizi trasfusionali.
Altri eventi degni di nota sono: la creazione di un Centro di Plasmaferesi, in adeguamento ai programmi dell'Avis provinciale; l'introduzione del “modulo di accettazione e consenso alla donazione” e i controlli sempre più sistematici sulle unità di sangue, per la ricerca degli anticorpi dell’AIDS e della Epatite C, che sono un'ulteriore garanzia di tutela per ricevente e donatore.

Le innovazioni non riguardano soltanto l'ambito tecnico-sanitario: viene introdotto per la prima volta il servizio degli obiettori di coscienza, un grande raggiungimento per il presidente Greco, che riesce ad ufficializzarlo, grazie ad una convenzione firmata con il Ministero della Difesa. L'istituzione del Trofeo Avis Sport suggella la collaborazione tra le scuole superiori di Carpi e l'associazione, tra il sano agonismo e la donazione di sangue. Particolarmente stimolanti sono i due interessanti incontri con Piero Angela ed Enzo Biagi, ospitati con grande risalto e con notevole successo nella nostra città.

C'è da segnalare un nuovo gemellaggio, con un gruppo amico e familiare: l'AVIS di Ravenna. Questo lungo e fruttuoso periodo si chiude quando Marisa Setti (1996-2001), figlia del donatore, cui è intitolata la sezione, viene eletta alla guida dell'Avis; il dott. Greco resta presidente onorario. Il presidente Setti gestisce il suo mandato con grande competenza e costante disponibilità, sempre avvalendosi del sostegno di attivi collaboratori in tutto il gruppo avisino, e porta la sezione ad esiti sempre più lusinghieri, che assicurano ai nostri donatori e ai nostri dirigenti stima, rispetto e considerazione non solo a livello cittadino, ma anche provinciale. Lo stile di conduzione non cambia molto, rispetto ai mandati precedenti, ma l'impronta personale non manca. L'Avis si affianca ancora una volta alla scuola, allo sport, al teatro, alla musica e alla pittura, per parlare di solidarietà, di volontariato e di dono del sangue.

Le iniziative rivolte alle scuole vengono curate con la consueta professionalità e dedizione dalla prof.ssa Angela Corradini. È nell'ambito della scuola che si realizza uno dei progetti più ambiziosi dell'associazione: la convenzione con il Liceo Manfredo Fanti: un protocollo di comportamento che conferisce veste istituzionale all'AVIS per la realizzazione integrata di iniziative di educazione alla salute e alla solidarietà, previste dai P.O.F. A questa seguirà la stipula delle convenzioni con gli altri tre istituti superiori.

Lusinghieri riconoscimenti vengono alla nostra sezione dal Circolo Medico con il "Premio Berengario", dall’Amministrazione Comunale che, nella persona del Sindaco, consegna alla sezione una targa ricordo per meriti umanitari e il premio "Carpi Città dello Sport", per l'opera svolta nella promozione di attività sportive e dal Rotary Club, che fa omaggio alla nostra associazione di tre bilance elettroniche, da utilizzare durante i prelievi di sangue intero.

Nell'aprile 2002 inizia il mandato di Cristiano Terenziani mostrando la via che l'Avis intende percorrere nel suo futuro: attenzione ai problemi umanitari, serio impegno nel sociale, generosità nella donazione, fiducia in un coinvolgimento umano, di cui i nostri vecchi donatori sono preziosi testimoni e di cui le moderne generazioni sono gli eredi. Non a caso alcuni dei consiglieri sono giovani associati.

Due importanti innovazioni sono il servizio di esami periodico, ora svolto nelle nostre sale prelievi, magari contestualmente alla donazione, e l’informatizzazione dell’intera Avis Provinciale. Entro poche ore dalla donazione l’unità raccolta è controllata a tutto vantaggio del paziente ricevente.

Particolarmente rilevanti sono l'inaugurazione della sede associativa di via Guastalla assieme ad AIDO e Croce Rossa Italiana e l’intitolazione del piazzale Donatori di Sangue alla presenza di Pasquale Colamartino, Presidente della FIODS, l’Organizzazione mondiale dei donatori di sangue.




PRESIDENTE
Terenziani Cristiano


VICEPRESIDENTE
Ferrari Vincenzo


VICEPRESIDENTE
Stravaganti Tonino



SEGRETARIO
Marani Fabio


TESORIERE
Setti Marisa


Consigliere Responsabile
Stampa e Propaganda
Contini Carlo


Consigliere Responsabile Scuola
Verziagi Paolo


Consigliere Responsabile Giovani
Casalgrandi Luca


Consigliere
Ballabeni Mario


Consigliere
Bulgarelli Marco


Consigliere
Corradini Angela


Consigliere
Righi Fabrizio

Consigliere
Franchini Lella


Consigliere
Rustichelli Marco


Direttore Sanitario
Cabri Silvano

Sindaco Revisore
Bulgarelli Mauro

Sindaco Revisore
Gasparini Luana

Sindaco Revisore
Manicardi Giovanna

Via G. Molinari, 2, presso Ospedale, 41012 Carpi Mo
Tel. 059/650303 - Fax 059/65.29.54
info@aviscarpi.it

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